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sabato 10 maggio 2014

Il Kumquat

Ciao cookers!

Oggi voglio parlarvi di un alimento che ho scoperto da poco, ma che mi servirà in una prossima ricetta: il kumquat!

Il kumquat è il frutto della pianta omonima (chiamata anche Fortunella), conosciuto come mandarino cinese. Potete riconoscerlo perchè sembra un pomodorino (tipo piccadilly) ma con la scorza del mandarino.

Questa pianta è originaria della Cina, ma fu coltivata anche in Giappone e dalla seconda metà dell'Ottocento anche in Europa.

Essendo una pianta molto resistente, si può coltivare in climi in cui la temperatura spazia dai -10°C ai +40°C; il frutto si raccoglie da fine novembre a febbraio.

Esistono quattro varietà di kumquat, Fortunella margarita (ricca di oli essenziali), Fortunella japonica, Fortunella hindsi, Forunella crassifolia, che differiscono fra loro per colore e forma del frutto.

Contrariamente agli altri agrumi, questi hanno la buccia molto dolce poichè contiene zuccheri, mentre la polpo molto aspra.

Il frutto del kumquat è ricco di sali minerali (potassio, magnesio, calcio in maggioranza) e vitamine (A e C), ma anche di acido folico e fibre. Il colore arancione è dovuto alla forte presenza di carotenoidi.
Ottimo come digestivo.

100g di kumquat valgono 1,5 punti.

Li avete mai mangiati? Come li preparate? Solitamente solo usati per marmellate e canditi! Secondo voi per cosa li userò io?

:*

domenica 30 marzo 2014

Gli Asparagi

Ciao cookers!
Oggi parliamo di una verdura di stagione: gli asparagi!

Lo sapevate che esiste l'asparagiera, una pentola stretta e lunga, adatta a cucinare gli asparagi?
Degli asparagi non si butta via niente, neanche se la ricetta richiede di usare solo per punte, poichè con i gambi bolliti e frullati si può ottenere una crema di accompagnamento.

Nonostante esistano diversi tipi di asparagi, tutti si sposano bene con le uova: gli asparagi violetti e blu con il loro gusto amarognolo sono perfetti con la salsa olandese, a base di uova e burro, gli asparagi bianchi (l'assenza di colore è dovuta al fatto che sono coltivati sotto terra) hanno un sapore delicato e sono ottimi serviti col tuorlo d'uovo, gli asparagi verdi hanno un gusto deciso e si preparano più frequentemente con burro, grana e uova, gli asparagi selvatici sono i più versatili in quanto si usano per frittate, risotti, e primi piatti in generale.
La composizione chimica è pressocchè la stessa per ogni specie. 

2000 anni fa gli asparagi venivano coltivati soprattutto in Egitto e in Asia minore, e gli Antichi Romani ne erano talmente ghiotti che avevano istituito delle navi apposite per andarli a cogliere.
Oggi l'Italia è uno dei maggiori produttori di asparagi, quindi scegliere queste fantastiche verdure primaverili significa anche promuovere alimenti locali.

Gli asparagi contengono molte fibre e vitamina C (in 100g di asparagi c'è un terzo del fabbisogno giornaliero dei questa vitamina), A e B, sali minerali, e acido folico. Tra i sali minerali degni di nota c'è il cromo, che aumenta la capacità dell'insulina di trasportare il glucosio verso le cellule del nostro organismo. L'acido folico associato con la vitamina B12 aiuta a contrastare il declino cognitivo. A meno che non si soffra di disturbi renali, mangiare gli asparagi aiuta a drenare i liquidi in eccesso grazie alle loro proprietà diuretiche: l'asparagina aiuta a espellere il sodio in eccesso nell'organismo. Grazie alla presenza del potassio, il consumo di asparagi è consigliato per prevenire le malattie cardiovascolari. La loro azione antintossicante e diuretica aiuta anche contro la depressione! Sono anche ricchi di antiossidanti e sono considerati un antiinfiammatorio naturale.

Gli asparagi freschi sono molto duri, quindi non si piegano, e hanno un colore acceso.

Essendo una verdura, i punti degli asparagi sono 0.
Allora cookers, eravate a conoscenza di tutte queste proprietà degli asparagi? Vorrei sottolineare il fatto che l'Italia è uno dei principali produttori di asparagi: noi piemontesi dovremmo sapere che Santena è la città degli asparagi, quindi perchè non approfittare di questa comodità considerando anche i benefici che porta consumare questa verdura?

:*




domenica 23 marzo 2014

Po-po-pooo-POLLO

Ciao cookers!
Nelle mie ricette avrete sicuramente notato che il pollo appare più di una volta, quindi mi sembra arrivato il momento di parlarvene  meglio. 
Il pollo domestico, quello che siamo abituati a vedere nei pollai, deriva da specie selvatiche di origine Indiana. 
La vita del pollo è scandita da diversi step, ai quali è attribuito un nome specifico: pulcino ( animale di 3-4 meso e 600g di peso), pollo da grano (circa 1kg), pollo o pollastra (circa 1,5kg), galletto (maschio di crica 6 mesi), gallo ruspante (dai 6 ai 10 mesi), cappone (maschio castrato da 2,5kg).
I polli sono onnivori, infatti mangiano semi e grano, ma anche lombrichi e vermi che trovano nel terreno. Le galline destinate a deporre uova, ne depongono fino a 300 all'anno: pensate che alcune galline prelevano le uova da altri nidi per spostarle nel loro.
Come tutte le carni bianche, anche quella di pollo ha un bassissimo contenuto di grassi ma un'elevata percentuale di proteine, che contribuiscono alla rigenerazione dei tessuti e alla formazione di enzimi. Il grasso del pollo è concentrato nella pelle, quindi è facile eliminarlo; la sua carne ha poco tessuto connettivo, quindi è facilmente digeribile.
La sua carne è molto tenera grazie alla forma delle fibre muscolari, e l'elevata percentuale di ferro fa si che questo alimento sia adatto per i bambini, che devono crescere.
Esistono allevamenti di galline ovaioli e allevamenti di polli da carne. 
Le galline ovaiole vengono allevate generalmente in gabbia o a terra (mediante l'uso di capannoni). L'allevamento biologico si svolge all'aperto ma solo con galline rustiche (provenienti da allevamenti biologici): non ci devono essere più di 6 animali per metro quadro. Gli allevamenti all'aperto presentano lo svantaggio di una minore produzione di uova e aumento di malattie e parassiti, ma hanno il vantaggio di garantire più spazio vitale alle galline.
I polli da carne sono invece generalmente allevati in capannoni dalla capacità di 30-35kg al metro quadro. Esistono gli allevamenti intensivi, nei quali i pulcini divisi per sesso vengono messi all'ingrasso fino a quando raggiungono i chili prestabiliti per la macellazione. 
60g di carne di pollo valgono 2 punti.

Arriva però la nota dolente: gli antibiotici.
Negli allevamenti intensivi le condizioni sono talmente brutali che gli animali non riuscirebbero a sopravvivere senza l'aiuto di farmaci: spesso i capannoni sono sovraffollati, e gli allevatori intensificano la produzione alternando 24 ore di luce a 8 di buio, quindi gli animali sono sottoposti a uno stress non indifferente. Gli antibiotici vengono anche utilizzati per prevenire le malattie che potrebbero contrarre gli animali in quelle condizioni: un abuso però di questi medicinali, per altro vietato dalle norme della Comunità Europea, ha portato allo sviluppo di ceppi di batteri immuni dagli antibiotici. L'84% delle carni di pollo che finiscono sul nostro tavolo presentano batteri immuni agli antibiotici. 
La scelta è nostra: curiamoci maggiormente di ciò che mangiamo, verifichiamo che ciò che mettiamo in tavola abbia delle origini sicure. Questi non sono solo problemi degli ambientalisti, sono anche i nostri. Continuare a produrre carne a questi ritmi, inibendo i controlli, danneggia la nostra salute: anche se più cara, non sarebbe meglio scegliere carne proveniente da allevamenti all'aperto, piuttosto che richiare di avere degli squilibri ormonali (perché è a questo che porta l'assunzione di antibiotici e sostanze dopanti)?!
Cookers, come al solito spero di avervi dato dei validi spunti di riflessione. 
Cosa ne pensate? Fate caso all'origine degli alimenti che comprate?

:*


venerdì 14 marzo 2014

Cucina nipponica: cosa tenere in dispensa

Ciao cookers!
Come vi ho anticipato nell'altro post, ora voglio raccontarvi nello specifico quali sono gli ingredienti tipici del Giappone, e quali sono le loro proprietà.
Partiamo subito!
  1. RISO GIAPPONESE (kome o shinode): la sua caratteristica principale è il chicco piccolo dalla forma rotondeggiante, ideale per preparare il sushi. Questo tipo di riso ha un elevato contenuto di amido, che gli conferisce la caratteristica della viscosità e gli permette di assorbire le proteine del pesce. Ricco di proteine e carboidrati, è privo di glutine, quindi adatto per chi è intollerante al frumento. Altri tipi di riso non sono adatti alla preparazione del sushi proprio perchè mancano di queste proprietà.
  2. FOGLIE DI ALGHE MARINE ESSICCATE (nori): ricche di fibre alimentari, vitamine, sali minerali, prevengono l'accumolo di colesterolo nelle arterie. Sono utilizzate per preparare i rolls di sushi, ma anche come guarnizione. La specie utilizzata per la preparazione di queste alghe è la Porphyra algae, lasciata essiccare su reti. Scegliete sempre alghe scure e a grana fitta, perchè più sono sottili e verdi e peggiore è la qualità. Si conservano al riparo dall'aria in un contenitore chiuso.
  3. WASABI (namida): rafano di colore verde, il cui nome significa lacrime. Infatti il suo sapore è estremamente piccante. Stimola la produzione di saliva e favorisce la digestione, è ricco di vitamina C e ha ottime proprietà antibatteriche e antiossidanti. Il consiglio è quello di acquistarlo in polvere e diluirlo con acqua quando lo si vuole consumare, poichè mantiente più a lungo il sapore e il profumo.
  4. SALSA DI SOYA (shoyu): preparata da fagioli fermentati, è ricca di proteine, magnesio, potassio e ferro, ed è il condimento più importante della cucina giapponese. Esiste la versione chiara, più salata, e quella scura. Fu introdotta in Giappone da monaci cinesi buddisti alla fine del VII secolo.
  5. ZENZERO (gari): antisettico naturale molto efficace, che favorisce la digestione e rafforza il sistema immunitario. Solitamente i giapponesi ne consumano una fettina per pulirsi la bocca dopo ogni boccone. Una volta aperto si conserva in frigo.
  6. ACETO DI RISO (su): tonifica l'organismo, riduce il rischio di ipertensione, favorisce la digestione, e ha grandi proprietà antibatteriche (infatti assieme al wasabi riduce la percentuale di batteri nel pesce crudo). Il suo colore è dorato chiaro, e ha un sapore e un profumo molto delicati. Può essere sostituito con aceto bianco o di mele per quanto riguarda il gusto, ma le sue proprietà antibatteriche e di conservante sono imbattibili.
  7. SEMI DI SESAMO (iri goma):  di colore bianco e nero, servono a guarnire gli uramaki. Per ravvivarne il sapore si possono tostare per uno o due minuti in padella, smuovendoli continuamente.
  8. MISO : pasta di soia fermentata. Viene usato nella preparazione di molti piatti perchè è un condimento molto ricco: un esempio emblematico è il misoshiru, zuppa di miso, che non manca mai a colazione o a cena nelle case giapponesi.
  9. TOFU : ricavato dalla cagliatura del latte di soia e poi pressato in blocchi. Si consuma fresco, fritto o cotto, ed è indispensabile in tutte le cucine orientali.
  10. ALGHE : se ne utilizza una grande varietà poichè contengono tante fibre alimentari e poche calorie. Le principali sono: wakame per zuppe e insalate, nori per il sushi, konbu per condire zuppe o verdure.
Gli ingredienti che ho elencato sono tutti reperibili nei supermecati più forniti, o direttamente nei negozi alimentari giapponesi.
Lo specifico dei punti lo troverete nelle ricette di sushi che metterò al più presto.
Spero sia stato un post interessante. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Vorreste cimentarvi nell'impresa di realizzare una cena giapponese a base di sushi?
:*

domenica 2 marzo 2014

La Battaglia delle ARANCE

Ciao cookers!
Oggi voglio parlarvi del frutto protagonista di una tradizione carnevalesca di Ivrea, una cittadina nel torinese. Durante gli ultimi giorni di carnevale (da oggi fino a martedì) infatti si può assistere a una vera e propria battaglia dove le armi non sono altro che le ARANCE.
Questa tradizione ha inizio nel XIX secolo, quando però si lanciavano fagioli e lupini come segno di protesta contro il feudatario, che regalava in occasione del carnavale una pentola contenentente questi legumi. Dal XX secolo in poi la tradizione ha preso un significato storico simboleggiando la lotta contro la ricchezza della nobiltà, e le arance erano il frutto giusto per simulare il sangue dei combattenti.
La manifestazione odierna si svolge dividendo i partecipanti in diverse squadre, gli aranceri che devono affrontare le guardie che stanno sui carri, e si danno battaglia per tre pomeriggi, alla fine dei quali saranno elette le squadre che per strategia, tenacia, e lealtà, risulteranno le migliori.



Ma ora parliamo della protagonista di questo post, l'arancia.
L'arancia in realtà è un frutto ibrido originario della Cina derivante da pomelo e mandarino, ma da secoli la specie è diventata autonoma. Esistono due varietà di arance, le bionde e le pigmentate.
Pensate che quando gli Arabi portarono le arance in Sicilia, scoprirono che aggiunte a neve e zucchero di canna si dava vita a gustosi sorbetti.
L'arancia è costituita per l'85% da acqua, che le conferisce le sue proprietà drenanti, ed è fornte di sali minerali, fibre, e vitamine. I nutrizionisti indicano le arance come degli antiossidanti naturali, e sostengono che rendono più forte il sistema immunitario.
L'arancia viene utilizzata nella sua totalità: la scorza, che contiene acido citrico, può essere utilizzata per allontanare le zanzare o profumare il forno; i fiori simboleggiano la purezza e la fecondità, quindi sono particolarmente indicati nel giorno delle nozze; con la sua polpa si possono creare favolose insalate; il suo succo è usato per condire piatti dolci e salati.
Un'arancia vale 0,5 punti, come un bicchiere di spremuta.
Bene cookers, spero che questo viaggio fra tradizioni e curiosità vi sia piaciuto!
Siete mai andati al carnevale di Ivrea? Vi piacciono le arance? Le usate anche per ricetta salate? Lasciatemi i vostri commenti!
:*