Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pesce. Mostra tutti i post

sabato 7 giugno 2014

Cernia con Fagioli Cannellini e Cipolla

Ciao cookers!

Nuova ricetta a base di pesce. Oggi si usa la cernia abbinata ai fagioli. Un piatto super proteico quindi.
Ultimamente mi sto dedicando al pesce, perchè d'estate mi piace molto di più rispetto alla carne.

Vediamo insieme cos'ho combinato.


INGREDIENTI  (dosi per 2 persone)
  • 250g di filetti di cernia
  • 240g di fagioli cannellini
  • 2 cucchiaini di olio
  • 1/4 di cipolla bianca
  • sale qb
  • timo e semi di finocchio
PROCEDIMENTO
Sciacquate i filetti di cernia sotto acqua corrente. 
Sgocciolate i fagioli, spennellate una teglia con un cucchiaino di olio e adagiateli sopra per creare un letto per il pesce. 
Tagliate la cipolla a pezzettoni.
Posizionate i filetti sopra i fagioli, aggiungete l'altro cucchiaino di olio, la cipolla, il sale e le erbe aromantiche; cuocete a 180°C per 20 minuti.



Ogni porzione così preprarate vale 4,5 punti.

Che ne pensate di questa accoppiata?

:*

martedì 8 aprile 2014

Xiphias Gluadius, il Pesce Spada!

Ciao cookers!

Oggi parliamo di un pesce protagonista di una delle mie ultime ricette (che potete trovare qui!): il pesce spada.
Inutile dire che la sua caratteristica principale è la spada, che assomiglia a un lungo naso ma in realtà è un prolungamento della mascella e può raggiungere 1/3 della lunghezza del corpo; viene usata prevalentemente per cacciare, ma anche per difesa in rare occasioni. Le prede principali sono sgombri, tonni, e altri pesci di medie dimensioni, ma anche molluschi cefalopodi. Questo pesce può raggiungere dimensioni di 4,5 m e pesare fino a 400kg! Possiamo trovare questo pesce nelle zone tropicali e subtropicali, ma anche nel nostro vicino Mar Mediterraneo. Non è un mammifero, e depone fino a 29 milioni di uova!
La pesca del pesce spada è praticata in diversi modi: esistono barche specializzate in questa pesca, oppure si può usare la fiocina, o ancora le reti; abboccano anche a lenze trainate, infatti sono prede ambite per chi pratica la pesca sportiva. Il periodo di pesca va da maggio a ottobre, quando si avvicina alla costa.
Il pesce spada non può essere considerato una fonte di omega3 perchè non ha un rilevante contenuto di grassi, ma invece presenta una notevole quantità di proteine e vitamine.

100g di prodotto valgono 3,5 punti.

Voi consumate spesso il pesce spada? Come lo cucinate? Fatemi sapere le vostre ricette!

:*

martedì 18 marzo 2014

Sashimi

Ciao cookers!
Avendo introdotto il sushi, non si può non parlare di sashimi (pesce crudo). 
Il sashimi è una combinazione di pezzi di pesce freschissimo, presentata egregiamente su un piatto speciale o su un vassoio di legno che si può consumare nelle Sushi Ya (di cui vi ho parlato in questo post).
Per i giapponesi in alcuni casi il modo migliore di cuocere il pesce è non cuocerlo affatto, e il sashimi è l'esempio perfetto di questa loro convinzione.
Il sashimi è considerato l'antipasto perfetto, ed è servito con salsa di soia, wasabi, alghe, e  zenzero, condimenti scelti per affinare la presentazione e anche per le loro proprietà digestive.

Il sashimi teishoku è il piatto principale di un pasto: teishoku significa pasto completo, quindi viene servito con una zuppa, riso bianco, e sottaceti, il tutto da accompagnare con il sakè, birra, o te verde.

lunedì 17 marzo 2014

Consumare in sicurezza il pesce crudo

Ciao cookers!
Ho deciso di dedicare un post alla sicurezza alimentare, tema che sta a cuore a ognuno di noi, soprattutto quando ciò che consumiamo può portare a gravi conseguenze. Durante il mio corso di cucina (esperienza che trovate descritta qui) abbiamo affrontato l'argomento assieme a uno chef professionista. 
Vi racconto quello che ho imparato e cosa ne penso.

Il problema che sta alla base del consumo del pesce è che esistono dei parassiti che possono contaminare il pesce, e ovviamente possono entrare a contatto con il consumatore se non opportunamente debellati, causando il rischio di attacco agli organi vitali. Il più famigerato tra questi è sicuramente l'ANISAKIS, parassita a forma di vermicello che colpisce solitamente il pesce azzurro di piccole dimensioni. Per contrastarlo la legge italiana ha stabilito nel 1992 che i tagli di pesce da destinare al consumo crudo devono necessariamente essere refrigerati per 24h a una temperatura di -20°C.
Il metodo migliore per uccidere il parassita è la cottura (anche parziale) del pesce, ma se si vuole consumare crudo esistono degli antibatterici naturali che riducono la carica batterica del pesce crudo: alcune ricerche effettuate da chef giapponesi hanno dimostrato che la carica batterica del pesce diminuisce nel corso delle prime 24h in contatto con riso condito e wasabi. Dato però che ogni pesce è soggetto a una sua carica batterica, si sconsiglia il consumo di pesce crudo da parte di donne in gravidanza, anziani, e bambini.

Un altro metodo per sbarazzarsi di questo parassita è comprare il pesce fresco e sfilettarlo a casa: così facendo noterete subito la sua presenza, e vi basterà rimuoverlo per gustarvi in tranquillità il pesce.

Un altro consiglio, suggerito dallo chef del corso, è stato: "Masticate bene!". Può sembrare una battuta, ma pensandoci non è da sottovalutare.

Molti preferiscono non consumare sushi con pesce crudo per i pericoli che si nascondono dietro la non cottura, ma come vi ho già raccontato in questo post, gli amidi del riso, il sale, lo zucchero, l'aceto di riso, e il wasabi contribuiscono a debellare la carica batterica del pesce. Certo, se andate in un sushi bar sporco e scadente il discorso cambia, ma a quel punto l'anisakis sarebbe uno dei vostri ultimi problemi.

Esistono quindi molti modi per fuggire dal rischio pesce crudo, e per i più scettici farò comunque delle ricette di sushi con pesce cotto o scottato o addirittura con verdure,i in modo che nessuno di voi si perda il piacere di gustare questa specialità giapponese.

Voi cosa ne pensate? E' bene fidarsi? Quale tecnica preferireste per uccidere il terribile anisakis? Fatemi sapere.

:*


venerdì 14 marzo 2014

Cucina nipponica: cosa tenere in dispensa

Ciao cookers!
Come vi ho anticipato nell'altro post, ora voglio raccontarvi nello specifico quali sono gli ingredienti tipici del Giappone, e quali sono le loro proprietà.
Partiamo subito!
  1. RISO GIAPPONESE (kome o shinode): la sua caratteristica principale è il chicco piccolo dalla forma rotondeggiante, ideale per preparare il sushi. Questo tipo di riso ha un elevato contenuto di amido, che gli conferisce la caratteristica della viscosità e gli permette di assorbire le proteine del pesce. Ricco di proteine e carboidrati, è privo di glutine, quindi adatto per chi è intollerante al frumento. Altri tipi di riso non sono adatti alla preparazione del sushi proprio perchè mancano di queste proprietà.
  2. FOGLIE DI ALGHE MARINE ESSICCATE (nori): ricche di fibre alimentari, vitamine, sali minerali, prevengono l'accumolo di colesterolo nelle arterie. Sono utilizzate per preparare i rolls di sushi, ma anche come guarnizione. La specie utilizzata per la preparazione di queste alghe è la Porphyra algae, lasciata essiccare su reti. Scegliete sempre alghe scure e a grana fitta, perchè più sono sottili e verdi e peggiore è la qualità. Si conservano al riparo dall'aria in un contenitore chiuso.
  3. WASABI (namida): rafano di colore verde, il cui nome significa lacrime. Infatti il suo sapore è estremamente piccante. Stimola la produzione di saliva e favorisce la digestione, è ricco di vitamina C e ha ottime proprietà antibatteriche e antiossidanti. Il consiglio è quello di acquistarlo in polvere e diluirlo con acqua quando lo si vuole consumare, poichè mantiente più a lungo il sapore e il profumo.
  4. SALSA DI SOYA (shoyu): preparata da fagioli fermentati, è ricca di proteine, magnesio, potassio e ferro, ed è il condimento più importante della cucina giapponese. Esiste la versione chiara, più salata, e quella scura. Fu introdotta in Giappone da monaci cinesi buddisti alla fine del VII secolo.
  5. ZENZERO (gari): antisettico naturale molto efficace, che favorisce la digestione e rafforza il sistema immunitario. Solitamente i giapponesi ne consumano una fettina per pulirsi la bocca dopo ogni boccone. Una volta aperto si conserva in frigo.
  6. ACETO DI RISO (su): tonifica l'organismo, riduce il rischio di ipertensione, favorisce la digestione, e ha grandi proprietà antibatteriche (infatti assieme al wasabi riduce la percentuale di batteri nel pesce crudo). Il suo colore è dorato chiaro, e ha un sapore e un profumo molto delicati. Può essere sostituito con aceto bianco o di mele per quanto riguarda il gusto, ma le sue proprietà antibatteriche e di conservante sono imbattibili.
  7. SEMI DI SESAMO (iri goma):  di colore bianco e nero, servono a guarnire gli uramaki. Per ravvivarne il sapore si possono tostare per uno o due minuti in padella, smuovendoli continuamente.
  8. MISO : pasta di soia fermentata. Viene usato nella preparazione di molti piatti perchè è un condimento molto ricco: un esempio emblematico è il misoshiru, zuppa di miso, che non manca mai a colazione o a cena nelle case giapponesi.
  9. TOFU : ricavato dalla cagliatura del latte di soia e poi pressato in blocchi. Si consuma fresco, fritto o cotto, ed è indispensabile in tutte le cucine orientali.
  10. ALGHE : se ne utilizza una grande varietà poichè contengono tante fibre alimentari e poche calorie. Le principali sono: wakame per zuppe e insalate, nori per il sushi, konbu per condire zuppe o verdure.
Gli ingredienti che ho elencato sono tutti reperibili nei supermecati più forniti, o direttamente nei negozi alimentari giapponesi.
Lo specifico dei punti lo troverete nelle ricette di sushi che metterò al più presto.
Spero sia stato un post interessante. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Vorreste cimentarvi nell'impresa di realizzare una cena giapponese a base di sushi?
:*

Sushi con japs!

Ciao cookers!
Finalmente sono tornata a scrivere sul blog, e ho un po' di cose da raccontarvi, come vi anticipavo sulla mia pagina facebook.
Ieri sera ho finalmente "aperto" il mio ultimo regalo di Natale: un corso di cucina giapponese presso l'accademia di cucina FoodLab. Questo corso era tenuto da due chef della catena di sushi restaurant japs!, davvero due maestri nella loro arte. 
Non è il primo corso che seguo all'accademia, e come al solito mi sono trovata benissimo: lo staff è molto cordiale e disponibile per chiarimenti e suggerimenti, si imparano sempre cose nuove, e questa volta hanno anche regalato ai partecipanti il tappetino di bambù per i roll.
Non poteva questo essere un regalo più azzeccato, perchè mi sto davvero appassionando alla cucina nipponica, e questo corso mi ha fatto scoprire alcune curiosità che voglio condividere con voi.
Il sushi ha un'origine antichissima, che risale al III secolo, quando i due caratteri cinesi che formavamo la parola sushi (pesce conservato e pesce fermentato nel riso e sale) comparvero per la prima volta in Giappone: il pesce conservato nel riso veniva inviato come contributo fiscale alla capitale, e questo primo tipo di sushi viene chiamato nare sushi.
Nel XVII secolo il governo istituì una struttura sociale e politica che indusse un incremento della produzione alimentare, con il conseguente aumento della coltivazione del riso. Pensate però che in quest'epoca il pesce per il sushi veniva bollito o marinato, e si diffusero due stili distinti di preparazione, il nigiri zushi a Tokyo e l'oshi zushi a Osaka.
Solo nei primi anni dell'Ottocento si diffuse la moda di consumare pesce crudo grazie a una venditore di pesce giapponese di Tokyo: inventò il primo nigiri appoggiando sopra a una pallina di riso aromatizzato una fettina di pesce crudo.
Esistono diverse modalità di presentazione del sushi, e quella più famosa è sicuramente è quella del makizushi, cioè riso e pesce avvolti da alghe essiccate (nori) e presentati a forma di cilindro o coni. Di questa categoria fanno parte gli hosomaki (rotoli di piccole dimensioni, con solo tipo di ripieno avvolto esternamente dalla nori), i futumaki (più grandi e con più tipi di ripieno all'interno),  i temaki (forma conica), e uramaki (il ripieno è avvolto dalla nori, che a sua volta è ricoperta da uno strato di riso, inventato recentemente per soddisfare meglio il palato di noi occidentali).

Esistono però altri tipi di sushi, come l'inarizushi, l'oshizushi, e il chirashizushi (se servito in ciotole).
Il sushi viene comunemente servito nelle Sushi Ya, piccoli ristoranti in cui si respira un'atmosfera di ospitalità e calore. Generalmente ci si siede al bancone, sia per indicare il tipo di sushi che si vuole consumare sia per vedere lo spettacolo che offre il sushiman durante la preparazione.
Il termine sushi si riferisce allo stile di preparazione, non in modo particolare agli ingredienti con cui di fa. Alcuni più famosi sono: ebi (gambero cotto), hirame (sogliola), ikura (uova di salmone), kani (granchio), sake (salmone), tako (polpo), yari ika (calamaro).
Già nel post sul pesce vi avevo elencato le proprietà nutrizionali e i vantaggi che si riscontrano nel consumare il pesce, e oggi voglio riconfermarli: il sushi è un piatto leggero e digeribile, naturale e salutare, ricco di vitamine, proteine, minerali e omega3.  Possiamo dichiararlo un piatto completo con poche calorie. 
In post successivi vi elencherò nello specifico le proprietà degli ingredienti della cucina nipponica, aggiungendo qualche ricetta per cucinare insieme questi deliziosi piatti.
Domo arigatou!
:*



martedì 25 febbraio 2014

Orata, un pesce regale

Ciao cookers!
Questo fine settimana vi ho lasciato con una ricetta da assaporare, il cui ingrediente principale era proprio l'ORATA. Così ho deciso di parlarvi un po' di questo pesce.
Questo pesce è presente in tutto il mar Mediterraneo; è una specie abbastanza solitaria che vive fra i 50 e i 150 m dalla costa; predilige le acque salmastre e si nutre di molluschi e piccoli crostacei.
L'orata prende questo nome dalla striscia a forma di mezzaluna color oro che si può vedere fra i suoi occhi, ed è anche per questa sua specie di coroncina che è considerato pesce regale.
In Italia è diffuso l'allevamento di questo pesce, soprattutto in Sardegna, Toscana, e nel mar Adriatico.
L'orata appartiene alla famiglia dei pesci magri, ed è per questo che 100g di prodotto valgono 2,5 punti; tra le sue proprietà nutrizionali vanno ricordate, oltre le proteine, anche vitamine e sali minerali, come fosforo, ferro, e calcio. Il consumo di questo pesce è inoltre indicato per chi soffre di malattie grastointestinali e arteriosclerosi. 
Le orate di allevamento sono in genere più ricche di grassi, e hanno un gusto meno delicato.
Veniamo alle sue caratteristiche fisiche. 
L'orata ha un corpo ovale, caratterizzato da un colore argenteo, e sulla sua schiena, che solitamente è giallo-azzurra,si erge la pinna dorsale ha 11 raggi spinosi.  La testa è convessa, la mandibola è più corta della mascella, ma entrambe presentano labbra molto carnose.

Bene cookers, spero di avervi fatto venire ancor più voglia di provare la mia ricetta! Lasciatemi i vostri commenti, e buon appetito!
:*

sabato 22 febbraio 2014

Orata al Forno

Ciao cookers!
Oggi voglio presentarvi un secondo piatto di pesce, molto facile da preparare e molto gustoso. Iniziamo subito!

INGREDIENTI (dose per una persona)
  • orata fresca
  • 1 cucchiaino di olio
  • 1 spicchio di limone
  • 100g pomodorini
  • timo
  • sale qb

PREPARAZIONE
Se non l'ha già fatto il pescivendolo eviscerate il pesce e squamatelo (in mancanza dello strumento apposito, potete usare la parte non seghettata del coltello), sciacquandolo successivamente. Lavate i pomodorini e tagliateli a metà. In una pirofila di pirex, o in una teglia di alluminio, adagiate il pesce intero. Inserite lo spicchio di limone nell'incisione sul ventre dell'orata. Posizionate qualche metà di pomodorino a piacimento sul lato rivolto verso l'altro e gli altri spargeteli nella teglia. Salate, guarnite con qualche foglia di timo fresco o secco, e irrorate con un cucchiaino di olio.

COTTURA
L'orata dovrà cucinare per 30-40 minuti (a seconda delle dimensioni) in forno alla temperatura di 190°.

CONSIGLIO
Come pulire il pesce una volta cotto? Mi permetto di darvi qualche dritta su come si pulisce il pesce cotto al forno; seguendo i miei facili passaggi non sarà più un tormento mangiare questi piatti. Inizio togliendo la pelle dal lato del pesce rivolto verso l'alto. Pratico poi un taglio a metà parallelo alla lunghezza del pesce, in modo da ricavarne due filetti. Tolgo le spine del dorso e del ventre semplicemente tirandole con il coltello. I primi due filetti sono pronti. Per "liberare" gli altri due filetti tolgo la lisca tirandola dalla coda; se il pesce è cotto bene si staccherà con facilità tutta la lisca, dalla coda alla testa. Divido il secondo lato del pesce e tolgo le spine di dorso e ventre con un procedimento analogo a quello di prima. Giro gli ultimi filetti per verificare che non sia rimasta la pelle. Con pochi passaggi ho ricavato 4 filetti perfetti.

PUNTI
I punti di questa ricetta per un'orata di medie dimensioni sono 5,5. Potete pesare la vostra e fare la proporzione contando che 100g di orata sono 2,5 punti.

Spero che questa ricetta vi sia piaciuta. Cosa ne pensate? Vi da fastidio pulire il pesce solitamente? Che ingredienti aggiungereste? Lasciatemi i vostri commenti!
:*

mercoledì 12 febbraio 2014

Tipi di...PESCE

Ciao cookers!
Oggi parliamo di PESCE nella sua totalità e varietà. Ovviamente tutte le categorie e specie verranno pian piano analizzate singolarmente, e introdotti in alcune ricette.
Quando si parla di pesce si sente spesso la parola Omega3, ma cosa sono? Si tratta di acidi grassi (vitamina F) la cui funzione principale è quella di ridurre il colesterolo nel sangue. Le specie che contengono più Omega3 al loro interno sono: aringhe, salmone, trota, pesce spada, sgombro, acciuga. L'Omega3 è una sostanza che se assunta con regolarità e in giuste quantità può aiutare a evitare patologie quali arteriosclerosi, infarto del miocardio e infarto celebrale; recenti studi affermano che l'assunzione di questi acidi contrasta anche artrite reumatoide, asma, malattie renali, e altre.
I benefici sono quindi innumerevoli, fra i quali anche uno sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina. Una manna dal cielo!
Il pesce è anche fonte naturale di sali minerali, vitamine, e proteine.
Non tutto il pesce ha ovviamente lo stesso quantitativo Omega3: prendiamo il salmone, che è ricco di Omega3, e confrontiamolo con il merluzzo, che ha più proteine; il primo sarà sicuramente più “grasso” come tipo di pesce, mentre il secondo più “magro”.
Possiamo quindi fare una distinzione tra due tipologie di pesce: quello azzurro e quello bianco.
Il pesce azzurro (così chiamato per il colore blu-verde caratteristico di suoi membri) è ricco di grassi e Omega3, si sposta in banchi, ed è molto economico; le specie caratteristiche sono: sardine, alici, sgombro, acciughe,...
Il pesce bianco invece è considerato più pregiato, la taglia dei pesci è più grossa, ma le loro carni sono molto delicate e poco ricche di grasso; alcuni esempi di questa categoria sono il merluzzo, nasello, orata, e branzino.
Questa distinzione però lascia il tempo che trova: il pesce spada per le sue caratteristiche nutrizionali dovrebbe essere caratterizzato come pesce azzurro, ma il suo costo e la sua taglia non permettono di includerlo in questa categoria.
Il problema più grande del pesce però rimane quello dell'acquisto. Se non si ha una pescheria o un banco al mercato di fiducia (e anche in questo caso fate sempre molta attenzione al colore e all'odore del pesce che comprate), l'unico alleato che può venirci incontro è il banco surgelati del supermercato.
Non mi piace comprare i cibi già pronti surgelati, come sughi o secondi precotti, perché quelle poche cose del genere che ho assaggiato non avevano alcun sapore per me se non quello della plastica. Invece compro spesso e volentieri tranci di tonno rosso, mazzancolle, gamberoni, polpo, e altre cose surgelate al momento della pesca, facendo sempre attenzione alla provenienza. Le vongole e le cozze preferisco comunque prenderle fresche perché stiamo parlando di molluschi, quindi meglio verificare con l'olfatto che non ci sia qualcosa di strano.


Passiamo ora a parlare dei famigerati punti. Questa categoria è molto vasta, e come già vi anticipavo analizzerò in seguito alcuni pesci nello specifico, per ora mi limiterò a darvi un range.
Per 100g di prodotto fresco si parte dai 2 punti del polpo per arrivare ai 7 dell'anguilla di fiume.
Tendenzialmente i valori sono bassi, tranne per quei pesci più grassi.
Cookers, spero che questo post vi sia piaciuto. A voi piace il pesce? Generalmente, come lo acquistate? Supermercato o pescheria? Che genere di pesce consumate?
Considerando che l'Italia ha la media più bassa in Europa per quanto riguarda il consumo di pesce, spero di contribuire a farvelo apprezzare di più, magari con qualche ricetta sfiziosa...Ho già qualcosa in mente!
:*