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mercoledì 7 maggio 2014

Lo Zenzero

Ciao cookers!

Oggi voglio parlarvi di una radice speciale, che va molto di moda ultimamente grazie alle influenze orientali sulla nostra cucina: lo zenzero!

Le proprietà curative dello zenzero sono conosciute nei paesisi del sud est siatico da oltre cinquemila anni: curavano tosse, mal di schiena e dolori di stomaco con questo alimento.
Nel corso dei secoli arrivó in Occidente, dove divenne famoso prima per le sue presunte proprietà afrodisiache e poi per quelle contro la peste.
Divenne talmente famoso, che si inventarono fiabe il cui protagonista era lo zenzero: Hansel e Gretel trovarono la casa dei dolci fatta di pan di zenzero, e nell'Ottocento Richard Scarry inventò una favola dove il protagonista è un biscottino animato di pan si zenzero.

Le sue proprietà sono molteplici: allevia la nausea, è efficace contro il raffreddore, abbassa il livello di colesterolo, fluidifica il sangue e previene l'arteriosclerosi, tonifica il cuore e regola la pressione sanguigna, protegge dalle radiazioni ed è anticancerogeno. Ricco di oli essenziali.

Affinchè sai fresco, la scorza deve essere tesa e il rizoma ben sodo,deve essere bella piena e non troppo fibrosa.
Non è indicato con sapori amari, o cibi molto salati.

100g di zenzero valgono  1,5 punti.

Voi lo usate nella vostra cucina? Vi piace il suo sapore? fatemi sapere cosa ne pensate!

:*




domenica 6 aprile 2014

Il Cioccolato!

Ciao cookers!

Si avvicina Pasqua, e nelle vetrine di tutti i negozi vediamo enormi e splendide uova di cioccolato decorate nel migliore dei modi. Non potevo quindi rinunciare a parlarvi di questa prelibatezza. 

Il cioccolato deriva dai semi del cacao, dai quali si ricava una pasta e la si aromatizza in diversi modi. Il cioccolato bianco è preparato con latte, burro, vaniglia e biscotto; il cioccolato al latte è caratterizzato da un aroma di caramello e cacao; il cioccolato mi-doux  si produce da quello fondente e al latte, ed è caratterizzato dal profumo di cacao, caffè e liquirizia; il surfin ha sentori di cacao, liquirizia e tabacco; l'extra bitter ha una struttura croccante e un aroma di cacao, caffè, e orzo; infine l'amarissimo dal gusto omonimo, ha sentori di viola e liquirizia.

Recentemente alcuni studi hanno confermato che il cioccolato fondente ha molte proprietà benefiche, e che quindi assumerlo con moderazione fa bene al nostro organismo; sarà una strategia di marketing? Non credo, vediamo perchè!

Il cioccolato è ricco di flavonoidi, sostanze che impediscono l'ossidazione del colesterolo, e per questo motivo ha un potere protettivo sull'apparato cardio circolatorio; i flavonoidi impediscono inoltre alle piastrine di coagularsi, quindi riducono il rischio che si formino trombi. Per assicurare questa protezione al sistema cardiovasscolare, siete autorzzati a mangiare almeno 6g di cioccolato fondente (70% di cacao) al giorno.  Il cioccolato ha anche proprietà antiossidanti, che secondo studi inglesi aiuterebbero a proteggere dai raggi UV; previene l'insorgenza di eritemi e grazie alle sue proprietà idratanti ha effetti drenanti. 

Fra i sali minerali contenuti nel cioccolato, troviamo il magnesio (80mg/100g di cioccolato), utile per chi soffre di pressione bassa o per chi pratica sport; dato che è ricco di ferro (2mg/100g) è consigliato agli anemici.

Non è adatto invece a chi soffre di gastrite, calcoli, coliche e ulcere.

Il cioccolato è considerato un antidepressivo naturale: contiene un ormone, la feniletilamina, con struttura simile alle anfetamine (sapevate che il cioccolato provoca dipendenza?) e il triptofano, oltre al fatto che stimola i neurotrasmettitori.

Il grasso contenuto nel cioccolato proviene dal burro di cacao, che per il 36% è costituito da grassi saturi, quindi quelli non nocivi per intenderci, e che quindi (come è dimostrato) non ha impatto sul colesterolo.

Il cioccolato fondente contiene anche caffeina e teobomina: queste sono considerate sostanze eccitanti, poichè stimolano il metabolismo, ed è per questo che si sente dire che mangiare cioccolato fa dimagrire. Attenzione però! La dose consigliata giornaliera è di 30-40g di cioccolato, e inoltre la dieta che si segue deve essere equilibrata, altrimenti gli effetti benefici svaniscono. 
Non usare in caso di gravidanza.

Parlando di bellezza, le proprietà antiossidanti del cioccolato aiutano la nostra pelle a rigenerarsi e a prevenire l'acne; inoltre una corretta assunzione e trattamenti specifici aiutano a prevenire la cellulite.

Ho deciso di parlarvi solo di cioccolato fondente perchè è quello che fa meglio alla salute: più sostanze grasse si aggiungono più i benefici vengono meno a vantaggio di aspetti peggiori.

Io sono fortunata perchè preferisco il cioccolato fondente a quello al latte, ma non per tutti è così. Se non volete smettere di assumere cioccolato (abbiamo capito che non c'è nessun motivo di farlo, se non se ne abusa), ma preferite orientarvi su quello fondente, allora iniziate ad assumerlo con una piccola percentuale di cacao, che andrete ad aumentare man mano che il vostro palato si abitua.

30g di cioccolato fondente, cioè la dose giornaliera consigliata, valgono 4 punti.

Quanto cioccolato mangiate? Quale preferite? A Pasqua regalate le uova solo ai piccolini, o non resistite a comprarle anche per voi adulti?

:*

sabato 22 marzo 2014

La famiglia Salmonidae

Ciao cookers!
Oggi voglio parlavi di un pesce speciale: il SALMONE. 
In realtà con il termine salmone si intendono tutti i pesci appartenenti alla famiglia dei Salmonidae, che racchiude al suo interno 11 generi e 66 specie. Ricordo in particolare tre categorie: nell'Oceano Pacifico troviamo salmoni di  cinque specie del genere Oncorhynchus, nell'Oceano Altlantico è prenominante la specie del Salmo salar, e le altre specie sono comunemente chiamati trote.

Putroppo devo segnalarvi una nota dolente: Greenpeace annovera le specie di salmone fra quelle a rischio estinzione a causa della pesca intensiva e i metodi di allevamento dannosi. Uno dei metodi di pesca che si sta sviluppando rapidamente in questi ultimi anni è l'acquacoltura (produzione di organismi acquatici in regioni circoscritte e controllate dall'uomo). Una cosa che mi ha molto colpita facendo alcune ricerche per scrivere il post è scoprire che gli allevamenti scozzesi di salmone producono lo stesso materiale fecale degli abitanti di Edimburgo! Questo dato deve però farci riflettere sul fatto che in ambiente marino le deiezioni portano al proliferare di alghe che possono essere nocive per i pesci. La risposta dei coltivatori di pesci all'ecosistema così compromesso è semlicemente di spostarlo altrove, creando ovviamente lo stesso danno. Mi chiedo: cosa succederà quando lo spazio a loro disposizione finirà? Oltretutto, il salmone è un pece carnivoro e vorace, e per produrne un chilo ci vogliono dai 2,5 ai 5 kg di aringhe e sardine per sfamarlo; non si può dire che il salmone sia un pesce sostenibile.
Mi sembra doveroso raccontarvi questa metodologia di allevamento sì per sensibilizzarvi al tema del rispetto dell'ambiente, ma anche per mettervi in guardia sul fatto che qualsiasi carne prodotta da allevamento è sottoposta ad antibiotici e ormoni, nocivi per il consumatore.

Dopo questo excursus sul metodo di allevamento del salmone, veniamo alle sue proprietà.
Il salmone è un pesce ricco di omega3 che, come abbiamo già visto, contribuiscono ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue e a regolare il sistema cardiovascolare, e sembrerebbe che svolgano anche un ruolo antidepressivo e anti invecchiamento. Il salmone è anche ricco di vitamina D, che favorisce l'assunzione di calcio, e previene  e combatte l'osteoporosi.

Tocca al calcolo dei punti! Grazie a tutte le proprietà del salmone e in virtù del fatto che è ricco di omega3, 60g di salmone valgono 3,5 punti.

Cari cookers, vi confesso che mi sono meravigliata mentre facevo la ricerca per questo post: non credevo che il 90% del salmone presente nei supermercati fosse di allevamento, e che anche quando leggiamo proveniente dall'Alaska dobbiamo rassegnarci al fatto che il loro vero salmone si sia estinto, e pure loro sono costretti all'allevamento; non pensavo neanche che le tecniche di acquacoltura fossero così brutali e nocive per l'ambiente. Con l'amaro in bocca quindi vi chiedo: non sarebbe forse meglio rinunciare all'acquisto di questo prodotto (ormai demodè tra l'altro), e arricchire la nostra dieta con altro pesce azzurro più sostenibile? Fatemi sapere cosa ne pensate!

:* 

P.S.: Vorrei lasciarvi una guida ai consumi ittici direttamente tratta dal sito di Greenpaece. All'interno della guida trovate una ventina di pagine che non vogliono essere un monito a non consumare più pesce, bensì sono informazioni su come sfruttare al meglio le nostre risorse. Credo che l'INFORMAZIONE e la LIBERTA' DI SCELTA siano dei principi che dovrebbero stare alla base di ogni società: non hanno senso di essere l'uno senza l'altro, ma purtroppo spesso ci si accontenta di uno dei due. Ricordatevi però che questi sono nostri diritti: chiedere al pescivendolo da dove vengono i suoi prodotti non è sintomo di maleducazione o non fiducia, ma di buon senso.

martedì 18 marzo 2014

Sashimi

Ciao cookers!
Avendo introdotto il sushi, non si può non parlare di sashimi (pesce crudo). 
Il sashimi è una combinazione di pezzi di pesce freschissimo, presentata egregiamente su un piatto speciale o su un vassoio di legno che si può consumare nelle Sushi Ya (di cui vi ho parlato in questo post).
Per i giapponesi in alcuni casi il modo migliore di cuocere il pesce è non cuocerlo affatto, e il sashimi è l'esempio perfetto di questa loro convinzione.
Il sashimi è considerato l'antipasto perfetto, ed è servito con salsa di soia, wasabi, alghe, e  zenzero, condimenti scelti per affinare la presentazione e anche per le loro proprietà digestive.

Il sashimi teishoku è il piatto principale di un pasto: teishoku significa pasto completo, quindi viene servito con una zuppa, riso bianco, e sottaceti, il tutto da accompagnare con il sakè, birra, o te verde.

venerdì 14 marzo 2014

Cucina nipponica: cosa tenere in dispensa

Ciao cookers!
Come vi ho anticipato nell'altro post, ora voglio raccontarvi nello specifico quali sono gli ingredienti tipici del Giappone, e quali sono le loro proprietà.
Partiamo subito!
  1. RISO GIAPPONESE (kome o shinode): la sua caratteristica principale è il chicco piccolo dalla forma rotondeggiante, ideale per preparare il sushi. Questo tipo di riso ha un elevato contenuto di amido, che gli conferisce la caratteristica della viscosità e gli permette di assorbire le proteine del pesce. Ricco di proteine e carboidrati, è privo di glutine, quindi adatto per chi è intollerante al frumento. Altri tipi di riso non sono adatti alla preparazione del sushi proprio perchè mancano di queste proprietà.
  2. FOGLIE DI ALGHE MARINE ESSICCATE (nori): ricche di fibre alimentari, vitamine, sali minerali, prevengono l'accumolo di colesterolo nelle arterie. Sono utilizzate per preparare i rolls di sushi, ma anche come guarnizione. La specie utilizzata per la preparazione di queste alghe è la Porphyra algae, lasciata essiccare su reti. Scegliete sempre alghe scure e a grana fitta, perchè più sono sottili e verdi e peggiore è la qualità. Si conservano al riparo dall'aria in un contenitore chiuso.
  3. WASABI (namida): rafano di colore verde, il cui nome significa lacrime. Infatti il suo sapore è estremamente piccante. Stimola la produzione di saliva e favorisce la digestione, è ricco di vitamina C e ha ottime proprietà antibatteriche e antiossidanti. Il consiglio è quello di acquistarlo in polvere e diluirlo con acqua quando lo si vuole consumare, poichè mantiente più a lungo il sapore e il profumo.
  4. SALSA DI SOYA (shoyu): preparata da fagioli fermentati, è ricca di proteine, magnesio, potassio e ferro, ed è il condimento più importante della cucina giapponese. Esiste la versione chiara, più salata, e quella scura. Fu introdotta in Giappone da monaci cinesi buddisti alla fine del VII secolo.
  5. ZENZERO (gari): antisettico naturale molto efficace, che favorisce la digestione e rafforza il sistema immunitario. Solitamente i giapponesi ne consumano una fettina per pulirsi la bocca dopo ogni boccone. Una volta aperto si conserva in frigo.
  6. ACETO DI RISO (su): tonifica l'organismo, riduce il rischio di ipertensione, favorisce la digestione, e ha grandi proprietà antibatteriche (infatti assieme al wasabi riduce la percentuale di batteri nel pesce crudo). Il suo colore è dorato chiaro, e ha un sapore e un profumo molto delicati. Può essere sostituito con aceto bianco o di mele per quanto riguarda il gusto, ma le sue proprietà antibatteriche e di conservante sono imbattibili.
  7. SEMI DI SESAMO (iri goma):  di colore bianco e nero, servono a guarnire gli uramaki. Per ravvivarne il sapore si possono tostare per uno o due minuti in padella, smuovendoli continuamente.
  8. MISO : pasta di soia fermentata. Viene usato nella preparazione di molti piatti perchè è un condimento molto ricco: un esempio emblematico è il misoshiru, zuppa di miso, che non manca mai a colazione o a cena nelle case giapponesi.
  9. TOFU : ricavato dalla cagliatura del latte di soia e poi pressato in blocchi. Si consuma fresco, fritto o cotto, ed è indispensabile in tutte le cucine orientali.
  10. ALGHE : se ne utilizza una grande varietà poichè contengono tante fibre alimentari e poche calorie. Le principali sono: wakame per zuppe e insalate, nori per il sushi, konbu per condire zuppe o verdure.
Gli ingredienti che ho elencato sono tutti reperibili nei supermecati più forniti, o direttamente nei negozi alimentari giapponesi.
Lo specifico dei punti lo troverete nelle ricette di sushi che metterò al più presto.
Spero sia stato un post interessante. Fatemi sapere cosa ne pensate.
Vorreste cimentarvi nell'impresa di realizzare una cena giapponese a base di sushi?
:*

sabato 1 marzo 2014

La Cannella

Cookers, sapevate che esistono due tipi di CANNELLA? Ebbene sì: le piante di cannella sono due e hanno origini diverse, quella dello Sri Lanka (Cannella Regina) è la più pregiata, mentre quella originaria della Cina lo è di meno.
A differenza delle altre spezie, la cannella si ricava direttamente dalla parte interna dei rami dell'albero, che vengono messi a essiccare e via via puliti della parte esterna, per ottenere un bastoncino, che può essere venduto così o ulteriormente macinato e venduto in polvere. Più il ramo è giovane, maggiore è la qualità della spezia ricavata. 
 
La cosa curiosa da sapere è che solo la cannella regina possiede proprietà curative. 
Questa spezia è un antisettico naturale, favorisce la digestione, e secondo recenti studi americani abbassa anche il livello di zucchero nel sangue. In Germania è stato dimostrato che la cannella aggredisce funghi e batteri che provocano infezioni alle vie urinarie. 
Grazie al suo enzima, la tripsina, la cannella è un ottimo digestivo che favorisce la scissione dei grassi nel sangue, per questo è considerato un alimento dimagrante. Inoltre, sembra che la cannella contrasti la fame nervosa, quindi è perfetta per chi segue una dieta. Una curiosità interessante per tutte le lettrici è questa: un infuso di cannella aiuta a combattere i dolori mestruali.
Attenzione però! Nel blog ricorro sempre a questo concetto, e spero che ormai lo abbiate imparato, ma è bene ribadirlo ogni volta: come per ogni alimento, bisogna sempre stare attenti a non esagerare, e in questo caso la dose giornaliera consigliata per la cannella è di 3g, ed è importante non somministrarla ai bambini di età inferiore ai due anni. Questo limite è dovuto al fatto che l'olio essenziale di questa spezia contiene una sostanza che può essere dannosa per il fegato e i reni, se assunta in dosi spropositate.
Concludendo, 100g di cannella valgono 4 punti.
Cookers, spero anche oggi di avervi suggerito un ingrediente magari poco utilizzato ma di gran beneficio. Vi ricordate la mia ricetta dolce a base di cannella? Voi ne conoscete altre? A breve ne sperimenterò una salata e vi farò sapere il risultato; voi raccontatemi le vostre esperienze!
:*